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Sono sceso di casa…

15.40: ormai è tardi; dopo aver portato Ulisse fuori ed  aver indugiato non poco a cazzeggiare al PC, ho rimesso un po’ a posto in qua e ‘la; mi sono cambiato i pantaloni, quelli blu 9.2 – 100 euro, almeno ho un po’ meno quel fastidioso senso di disagio nel vestirmi male, nel lasciarmi i peli sulle orecchie e sul collo, così da presentarmi meglio in ambulatorio (da altre parti non me ne frega niente, lì mi sento giudicato e osservato speciale… mi stanno braccando…);

scendo giù sbagliando chiave della macchina, ritorno su; che fatica! Metto in moto, dopo aver scambiato con Lino Galgano un saluto gelido gelido;

accendo la radio, su Radio 24 c’è Ruggeri che parla di non so quale oscuro cantante o cartone animato o divo del cinema;

poi metto su Fahreneit, però… sono i meglio! Ho nostalgia della nostalgia di leggere, di cercare… non cerco più come cercavo una volta; è meglio per certi versi perchè meno discorsi e più fatti, in negativo e in positivo; però mi sento morto: non riesco a connettere il senso della vita con l’amore attivo a cui siamo chiamati tutti; il senso della vita… e chi lo sapeva prima che Antonella mi dicesse che stava nell’Amore!?

Come (ehi! sono già sul palco!)? non lo sapevate ? No, non lo sapevo, sapere come aver gustato, aver sperimentato; perciò mi sento morto, come i libri negli scaffali della biblioteca, morto come la 60ina di esami fatti, passati e lodati, morto come le conferenze ascoltate e succhiate come si succhia la vita, morto come le mie centinaia di sedute di psicoterapia, come tante confessioni preparate come un esame di anatomia

Mi sento morto (roba da matti!) perchè non faccio quasi più interpretazioni filosofiche e teologiche sulla vita, la morte , lo spirito, l’amore.. non leggo più… gli unici voli spirituali che faccio sono quelli che mi fa fare Don Luigi, ma sono così concreti che non essendo abituato a vivere normalmente nella realtà, durano quanto un volo di aquilone sulla spiaggia.

E ora (sto scendendo dal palco… un momento! mi sto struccando!!!).. e ora!? Tutto molto bello ma non ne ho voglia, o cerco di ritirarmi il più possibile e mi dico che non son capace, perchè se dimostro di essere capace non posso più andare sul palco, a vivere , mi tocca a vivere davvero.

Comunque (ora son già fuori dal teatro, però che freddo!!) basta poco, non ci pensare, ricorda che perdi delle occasioni, quando non potrai più fare niente… non ne ho voglia : è più facile fare la guardia medica che il medico di famiglia (anche se è più bello il contrario)

è più bello… è più facile … è più bello… è più facile … è più bello… è più fa

 

 

 

 

 

Impostazioni di vita…mah!

Il nodo si stringe sempre più: Mattia, Antonella, P.Rupnik e Don Luigi Oropallo, un coro consapevole o inconsapevole: la vita, al di là delle ideologie, anche cristiane, al di là dei libri, al di là di una cultura cristiana e profonda che posso avere. Senza la vita la cultura è sterile, lo sento; vedo la contraddizione nei miei giorni: accanto a visioni acute e raffinate di ordine teologico  magari ho il Crocifisso messo da una parte, dietro a qualche libro, polveroso e dimenticato; o peggio mi lascio prendere continuamente dall’odio per alcuni…

Ora in questo momento mi sfuggono anche le dimensioni di questa mia realtà. Eppure non sarebbe importante: una preghiera mentre guido, ora mentre sto aspettando di trascrivere i dati dei pazienti sul pc, quando penso a Mattia e alla mia irresponsabilità verso di lui…

In sostanza  : Dio è una persona, chiede relazione non impegno di pregare per bene o organizzazione nel sistemare i professori di Mattia. Una relazione: con lui, con tutti; con gli amici… Non avere una relazione vera ma impegni mi porta a sentire pesante e scocciante qualsiasi relazione. Turba le mie giornate di egoismo; e la vita mia , quella che penso sia la mia vita, di letture, di PC vengono rimandati dopo questi incontri che fanno parte della non vita.

C’è un aspetto però che mi fa pensare: perché quando sono lì, insieme a mio cugino, ad Ale, alla mamma etc gli altri hanno la percezione di me come una persona estremamente disponibile ed empatica? Che sia davvero la Vita che prevale anche in me al di là delle mie Impostazioni?

L’uomo, irrinunciabile

Il grande psicoanalista Jung non aveva poi tutti i torti a dire che la realizzazione del sè maschile consisteva nel fare bottino di molte, moltissime, miriadi di donne, conquistate e possedute; e di fronte a tutto avere lo stesso spirito vincente, egoista: “io sono il re (e non c’è neanche il bisogno che lo dica)”.

Di fronte alla vita vera questa ovviamente è una scelta perdente. Ma nel succo nasconde una grande verità: l’uomo è più uomo quando si pone interiormente (e pubblicamente in silenzio) la domanda: “cosa voglio?”

Cosa voglio cioè dalla vita, cosa voglio dal lavoro, dall’amore; alla fine anche cosa voglio da questo fine settimana etc etc

Ma la migliore espressione è solo “cosa voglio”: le specificazioni e i tempi non sono così importanti, all’inizio.

Sembra strano ma appena ti poni seriamente questa domanda partono per primi tutti i moralismi, cioè le motivazioni al tuo agire che derivano dal devo. Es: “siccome è successo questo e quello allora io devo fare così.. eh sì, tutti me lo dicono, non posso tirarmi indietro da questa cosa…” Dovere è praticamente uguale a Non Potere.
Quando uno si trova qua dentro è un casino, fa la vittima, si deprime, trova tutte le scuse per non fare proprio quello che davvero deve fare!!

1a parte

Puzza

L’ultimo paragrafo mette un segno di falsità ridondante e di maniera che costituisce tanta parte dei post di questo mio blog.

Sono intuizioni belle, intellettuali, di testa, da scrittore attempato, per giunta anche attore.

L’esperienza cristiana, nn la teoria, manca quasi del tutto.

C’è un compiacersi-auto di quello che credo di vedere come l’essenza delle cose .

Sono bei pensieri eh, nn c’è che dire; ma dove c’è il falso, dove c’è una forzatura sul reale (da cui nn c’è dubbio che parte) puzza, a voglia che puzza!

Dio dei potenti

Don Luigi ha colpito ancora: in tre quattro volte ha conosciuto me nelle sue parti più essenziali, e ha sfondato il campo da palcoscenici, analisi psico-religiose, piagnistei e rigidità di superbia incancrenita.

Anche da tentativi miei di fare il cristiano in cammino che poi, siccome sono bravo e conosco molte cose, diventano fonte di superbia e vanità.

È come se avessi annaspato per tanto tempo a giocare a fare il peccatore e l’illuminato,  e a mettere a Dio le briglie , che mi venisse dietro a questa mia opera religiosa. È come se avessi fatto fatica a riconoscere i miei peccati, a riconoscerli davanti a Lui.

Ora si tratta di non dimenticare la verità più vera della mia identità: l’ordinazione e sapere in mezzo alle mie ambiguità, peccati del presente e del passato, debolezze che io sono questo: non diventerò mai un illuminato ma in mezzo ai giorni che si dipanano Lui sarà con me.

Accidenti è tutta un altra prospettiva, per tutto; tutte le mie debolezze,  ormai a nervo scoperto, sono quella debolezza che diventa la forza di Cristo; la responsabilità nei confronti della vita, a me tanto ostica, non è un macigno da sollevare o da fuggire perché Lui sarà con me. È una visione più adulta della vita e della fede: la vita è un confronto di fiducia, di attesa, di accettazione di Colui che opera e che mi chiede solo di fidarsi , anche dell’opera che Lui ha compiuto con me.

In sintesi, quello che conta:

-Come faccio? Come farò?-

– Fidati. Ci sono io. Io sarò con te

:

Le nostre strettoie

Dietro questo sole

di un pallido fulgore

me ne sto disperso, al buio,

dove tutti i tempi si radunano;

e mi strizzano

fino alla cefalea ,

in questa cella

fatta di cose inutili.

Ma la speranza,

che va al di la delle nostre strettoie,

mi fa forte per la fede;

vedo in lontananza l’amore

sacrificato ai pensieri,

ai libri,

alle grandi vedute ,

di cui io sono capace

e che non servono

nemmeno a rifare un letto

o a telefonare a un collega

per la tua mamma malata.

La fede nel mio nulla

salvato.

 

 

Le parole di tutti

Amore la parola più inutile

Bischero quella più saggia

Castità un mondo perduto

Domodossola la regina dello spelling

Ebbro fratello sole

Finale: e dopo il silenzio il vuoto

Grammatica dell’affetto

Heremos saremo…

Istrice il gioco dell’oca

Lesso la forza del passato

Miracolo!

Natura e soprannatura

Oste una serata tra amici

Più di tutti chi ami?

Quaquaraqqua

Rogers il quinto evangelo

Samantha, Tamara, Vanessa, Marisa, Tatiana: le amazzoni del XX secolo

Tu

Ubbidire la lancia spuntata

Zaino la libertà

A? Z?