Feeds:
Articoli
Commenti

L’uomo, irrinunciabile

Il grande psicoanalista Jung non aveva poi tutti i torti a dire che la realizzazione del sè maschile consisteva nel fare bottino di molte, moltissime, miriadi di donne, conquistate e possedute; e di fronte a tutto avere lo stesso spirito vincente, egoista: “io sono il re (e non c’è neanche il bisogno che lo dica)”.

Di fronte alla vita vera questa ovviamente è una scelta perdente. Ma nel succo nasconde una grande verità: l’uomo è più uomo quando si pone interiormente (e pubblicamente in silenzio) la domanda: “cosa voglio?”

Cosa voglio cioè dalla vita, cosa voglio dal lavoro, dall’amore; alla fine anche cosa voglio da questo fine settimana etc etc

Ma la migliore espressione è solo “cosa voglio”: le specificazioni e i tempi non sono così importanti, all’inizio.

Sembra strano ma appena ti poni seriamente questa domanda partono per primi tutti i moralismi, cioè le motivazioni al tuo agire che derivano dal devo. Es: “siccome è successo questo e quello allora io devo fare così.. eh sì, tutti me lo dicono, non posso tirarmi indietro da questa cosa…” Dovere è praticamente uguale a Non Potere.
Quando uno si trova qua dentro è un casino, fa la vittima, si deprime, trova tutte le scuse per non fare proprio quello che davvero deve fare!!

1a parte

Puzza

L’ultimo paragrafo mette un segno di falsità ridondante e di maniera che costituisce tanta parte dei post di questo mio blog.

Sono intuizioni belle, intellettuali, di testa, da scrittore attempato, per giunta anche attore.

L’esperienza cristiana, nn la teoria, manca quasi del tutto.

C’è un compiacersi-auto di quello che credo di vedere come l’essenza delle cose .

Sono bei pensieri eh, nn c’è che dire; ma dove c’è il falso, dove c’è una forzatura sul reale (da cui nn c’è dubbio che parte) puzza, a voglia che puzza!

Dio dei potenti

Don Luigi ha colpito ancora: in tre quattro volte ha conosciuto me nelle sue parti più essenziali, e ha sfondato il campo da palcoscenici, analisi psico-religiose, piagnistei e rigidità di superbia incancrenita.

Anche da tentativi miei di fare il cristiano in cammino che poi, siccome sono bravo e conosco molte cose, diventano fonte di superbia e vanità.

È come se avessi annaspato per tanto tempo a giocare a fare il peccatore e l’illuminato,  e a mettere a Dio le briglie , che mi venisse dietro a questa mia opera religiosa. È come se avessi fatto fatica a riconoscere i miei peccati, a riconoscerli davanti a Lui.

Ora si tratta di non dimenticare la verità più vera della mia identità: l’ordinazione e sapere in mezzo alle mie ambiguità, peccati del presente e del passato, debolezze che io sono questo: non diventerò mai un illuminato ma in mezzo ai giorni che si dipanano Lui sarà con me.

Accidenti è tutta un altra prospettiva, per tutto; tutte le mie debolezze,  ormai a nervo scoperto, sono quella debolezza che diventa la forza di Cristo; la responsabilità nei confronti della vita, a me tanto ostica, non è un macigno da sollevare o da fuggire perché Lui sarà con me. È una visione più adulta della vita e della fede: la vita è un confronto di fiducia, di attesa, di accettazione di Colui che opera e che mi chiede solo di fidarsi , anche dell’opera che Lui ha compiuto con me.

In sintesi, quello che conta:

-Come faccio? Come farò?-

– Fidati. Ci sono io. Io sarò con te

:

Le nostre strettoie

Dietro questo sole

di un pallido fulgore

me ne sto disperso, al buio,

dove tutti i tempi si radunano;

e mi strizzano

fino alla cefalea ,

in questa cella

fatta di cose inutili.

Ma la speranza,

che va al di la delle nostre strettoie,

mi fa forte per la fede;

vedo in lontananza l’amore

sacrificato ai pensieri,

ai libri,

alle grandi vedute ,

di cui io sono capace

e che non servono

nemmeno a rifare un letto

o a telefonare a un collega

per la tua mamma malata.

La fede nel mio nulla

salvato.

 

 

Le parole di tutti

Amore la parola più inutile

Bischero quella più saggia

Castità un mondo perduto

Domodossola la regina dello spelling

Ebbro fratello sole

Finale: e dopo il silenzio il vuoto

Grammatica dell’affetto

Heremos saremo…

Istrice il gioco dell’oca

Lesso la forza del passato

Miracolo!

Natura e soprannatura

Oste una serata tra amici

Più di tutti chi ami?

Quaquaraqqua

Rogers il quinto evangelo

Samantha, Tamara, Vanessa, Marisa, Tatiana: le amazzoni del XX secolo

Tu

Ubbidire la lancia spuntata

Zaino la libertà

A? Z?

Adamo , dove sei?

unnamedOggi pensavo che andare a comprare le tende per la sala non c’entrasse nulla con la fede; e, in un battibaleno, come spesso succede al nostro mente, ho pensato che starmene in casa a leggere i grandi libri o pregare con il buio e un bel testo davanti, quello sì era la fede!

C’è un processo strano che  si dipana in me, ormai come un’abitudine, che consiste in una fuga camuffata da vita impegnata, che ha alle basi un egoismo, ma un egoismo che sembra dilagare dentro e fuori di me: onnipresente !!

Ormai è un dato assodato: da solo non ce la faccio più; non ce l’ho mai fatta da  solo così camuffato come sono dietro l’attore che fa la vittima e il cercatore della verità.

L’ho sempre saputo ma ora ne sono realmente convinto. Ho forse una delle ultime possibilità di diventare anche io un salvato, dalle tenebre (davvero!) dell’egoismo e dell’idealismo. Don Luigi ha capito tutto in poche battute e mi ha messo con le spalle al muro. Successe così anche molti anni fa con un Gesuita che mi disse 2-3 mesi di un cammino: “ma tu vuoi diventare un discepolo del Signore o no?!?”

Lo so: ogni uomo è come me ; anche Valerio è così

 

i libri, la vita

I libri non danno la vita. Sono imprigionato nel mio idealismo da salotto e libreria. Provo ma sono senza forze, ormai; da solo è impossibile liberarsi. Non si può pensare di avere le stesse forze fresche e cariche dei 30 anni. C’è uno che ha la risposta, che lancia la palla avanti, anche quando è tutto aggiustato senza essere aggiustato niente o quasi: “Può un uomo rinascere quando è vecchio?”

Rinascere. Chi ti fa rinascere? Chi ti ridà la vita?

I libri non danno la vita, i libri non danno la vita.